Al giorno d’oggi non rappresenta di certo un’ipotesi impossibile il vedersi recapitare una pluralità di multe per violazioni del Codice della Strada relative a fatti intervenuti a brevissima distanza di tempo l’uno dall’altro.

Contrariamente a quanto potrebbe reputarsi, nel nostro ordinamento è presente un istituto per il tramite del quale – ricorrendone ovviamente i presupposti – si può evitare di dover pagare la somma richiesta con ogni singola sanzione.

L’art. 198 del Codice della Strada disciplina infatti il principio del c.d. “cumulo giuridico” delle sanzioni amministrative, per il tramite del quale, se con una condotta illegittima vengano violate diverse disposizioni di legge o vengano effettuate più violazioni della stessa disposizione, al guidatore verrà elevata una sola sanzione amministrativa, il cui importo sarà tuttavia aumentato fino al triplo rispetto a quanto previsto per l’infrazione più grave.

Tale previsione potrà trovare applicazione – ad esempio – nei confronti di chi venga colpito da più contestazioni per non essersi fermato ad uno stop procedendo contromano, oppure a plurimi episodi di eccesso di velocità riguardanti fatti intervenuti sul medesimo tratto di strada a distanza di pochissimi minuti (o secondi) l’uno dall’altro.

Al di fuori di tali ipotesi – ossia quando intervengano più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge realizzate tuttavia mediante condotte autonome – si dovrà invece applicare il c.d. “cumulo materiale”, dovendosi conseguentemente pagare l’importo calcolato sommando quanto richiesto da ogni singola sanzione.

Qualora si volessero impugnare tali provvedimenti al fine di richiedere l’applicazione dell’istituto del cumulo giuridico tra le sanzioni irrogate, sarà fondamentale procedere ad una corretta ricostruzione della vicenda così da poter concretamente dimostrare l’unicità – cronologica e spaziale – della condotta contestata.

A sostegno di tale impostazione milita il più recente orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui “ad ogni accertamento non deve necessariamente corrispondere una contravvenzione, in particolare ove trattasi di condotte poste in essere sulla stessa strada entro un brevissimo lasso temporale, stante il carattere di durata e quindi unitario, delle predette condotte illecite” (così Cass. Civ., Sez. II, Sent. n. 22028/2018).

Naturalmente la valutazione in concreto circa la configurabilità dei requisiti richiesti dall’art. 198 C.d.S. sarà sempre demandata al Giudice investito del ricorso, tuttavia una puntuale ricostruzione degli eventi, suffragata dalla documentazione disponibile (ad esempio tracciati dei servizi di navigazione quali Google Maps) si configura come elemento imprescindibile per il buon esito dell’azione giudiziale.