Avvocato mi hanno ritirato la patente ma io ho comunque bisogno dell’auto per andare al lavoro! Posso ottenere un permesso speciale per guidare qualche ora al giorno?”

Sono certo che chiunque eserciti la mia professione si sarà sentito rivolgere questa domanda almeno una volta nella vita.

In realtà la questione dei cosiddetti permessi di guida “speciali” è un po’ più complessa di quanto potrebbe sembrare.

Partiamo quindi dal dato normativo, facilmente reperibile da chiunque su qualunque motore di ricerca.

L’articolo 218 del Codice della Strada intitolato “Sanzione accessoria della sospensione della patente” al secondo comma disciplina l’ipotesi di un permesso di guida ottenibile da parte di chi sia incappato in un’infrazione da cui sia poi derivata la sospensione della propria patente di guida.

È però sbagliato ritenere che chiunque si sia visto ritirare la patente abbia la possibilità di accedere a questo “aiutino”: vi è in realtà un fitto nugolo di condizioni e requisiti che vanno soddisfatti e posseduti anche al solo fine di avanzare una siffatta richiesta alla competente Prefettura.

Ed è altresì errato pensare che l’ottenimento del suddetto permesso possa avvenire a “saldo zero”: vi è un prezzo da pagare, e spesso il gioco non vale la candela.

Nel cercare di elencare le condizioni ed i requisiti di cui al paragrafo che precede vorrei essere spalleggiato il più possibile dalla statistica e prendere quindi in considerazione le ipotesi di sospensione della patente di guida più conosciute ovvero quelle legate alla contestazione del famigerato articolo 186 C.d.S. (“Guida sotto l’influenza dell’alcool”).

Anche in questo caso partiamo da un dato squisitamente normativo nel tentativo di fare maggiore chiarezza: non è vero che tutte le volte che si viene pizzicati alla guida dopo aver ecceduto nel consumo di sostanze alcoliche si commette automaticamente un reato.

Infatti, nel caso in cui il tasso alcolemico accertato non risultasse superiore a 0,8 g per litro al conducente-trasgressore verrebbe applicata una “semplice” sanzione amministrativa che potrà oscillare da un minimo di 544 € ad un massimo di 2.174 € nonché la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi, ma nessun Tribunale penale si occuperà mai della questione.

Atra cosa è un valore alcolemico nel sangue superiore alla soglia sopraindicata: in questo caso il giudizio penale diverrà conseguenza ineludibile.

Ebbene, quella sopra delineata – tasso d’alcool nel sangue inferiore a 0,8 g per litro – rappresenta l’unica ipotesi in cui sia possibile richiedere un permesso di guida a fasce orarie per ragioni lavorative.

Oltre quella soglia infatti non si dovrà più parlare di semplice sanzione amministrativa ma di vero e proprio reato, che come tale andrà ad interessare il tribunale competente territorialmente.

Come detto però le condizioni da soddisfare sono molteplici.

Cercherò di essere il più didascalico possibile al fine di fornire a tutti voi un pratico vademecum da utilizzare e consultare ogni qualvolta se ne presentasse la necessità.

Per poter chiedere un permesso per motivi di lavoro (o anche per assistenza disabili ai sensi della nota “Legge 104”) a seguito della sospensione della propria patente di guida devono coesistere le seguenti condizioni:

  • dalla violazione commessa non deve essere derivato un incidente stradale;
  • l’istanza alla Prefettura – adeguatamente motivata – deve essere avanzata entro il termine perentorio di 5 giorni dall’avvenuto ritiro della patente di guida;
  • il permesso può essere rilasciato solo per determinate fasce orarie;
  • il permesso non può avere una durata superiore alle tre ore al giorno;
  • il posto di lavoro o il domicilio del disabile non dovrà essere facilmente raggiungibile con mezzi pubblici;
  • il permesso non potrà essere rilasciato per più di una volta (quindi alla seconda sospensione, non provateci nemmeno).

Ma tutto questo è gratis o ha effetti sul periodo di sospensione?

Ovviamente no!

Le ore di guida di cui si potrà usufruire per raggiungere il posto di lavoro piuttosto che un proprio caro affetto da disabilità, dovranno essere recuperate (e con gli interessi).

Il calcolo è facile: dovrete sommare tutte le ore di permesso concessevi e poi raddoppiarle.

La somma così ottenuta vi dirà per quanti giorni in più la vostra patente di guida rimarrà sospesa; facciamo un rapido esempio: supponiamo che a seguito della contestazione dell’infrazione prevista dalla lettera A) dell’articolo 186 C.d.S. – ovvero l’ipotesi caratterizzata dalla presenza di un tasso alcoolemico nel sangue ricompreso nella forbice che va da 0,5 e 0,8 grammi per litro – la patente di guida ci venga sospesa per cinque mesi. Qualora riuscissimo ad ottenere un permesso di guida speciale per ciascun giorno lavorativo di cui si compone il predetto periodo e qualora questo ci venisse concesso al massimo delle possibilità riconosciute dalla legge – ovvero per tre ore al giorno – ci troveremmo a “scontare” un periodo di sospensione maggiorato di 25 giorni.

Supponendo infatti, per maggior facilità di calcolo, che ogni mese di sospensione consti di 20 giorni lavorativi, il conto è presto fatto: 3 h x 100 giorni= 300 h, che raddoppiate danno 25 giorni (ovvero 600 ore).

Ne vale la pena?

A voi la scelta.